Il Mercato Coperto di Ravenna ha preso vita al calar del sole, trasformandosi in un teatro pulsante di luci e suoni. Sul palco, il duo Nanou — Marco Valerio Amico e Rhuena Bacci — ha svelato “Goldroom”, un’installazione coreografica che intreccia danza e tecnologia, portando avanti il progetto Overlook Hotel, già inaugurato da “Redrum”. È il cuore pulsante del Ravenna Festival, un viaggio che sfida lo spettatore a immergersi tra memoria e sensazioni, e che promette di accendersi ancora, fino a giugno e oltre, in altre città.
La performance si svolge al secondo piano del Mercato Coperto, uno spazio che gioca con il tempo in tutte le sue sfumature. C’è il tempo reale del mercato: la sera che scende, la luce che filtra dalle grandi finestre e trasforma l’ambiente, segnando il passaggio dal giorno alla notte. È un palcoscenico naturale che accompagna la danza.
Poi c’è il tempo dello spettatore, fatto di piccoli gesti: bere un sorso, scambiare parole, o semplicemente osservare in silenzio. La relazione tra pubblico e scena è aperta, non rigida, e lascia spazio a diverse modalità di fruizione, dilatando la percezione.
Al centro si muove il tempo della danza, fatto di movimenti frammentati, citazioni e ricordi. La coreografia si ispira a registi come David Lynch e a quel Kubrick meno noto di “Eyes Wide Shut”, con un tocco lieve che richiama Gene Kelly. I gesti diventano così pieni di ambiguità e memoria, aperti a interpretazioni diverse.
Infine, il tempo interiore si fa sentire grazie alla musica di John Cage che accompagna lo spettacolo. In questo spazio sospeso, immagini e dissolvenze si fondono nel sottofondo sonoro, creando un’atmosfera meditativa, tra presenza e assenza.
In “Goldroom” chi guarda non è solo spettatore passivo, ma è chiamato a scegliere come vivere l’esperienza in uno spazio che si fa “sensibile”. Secondo Studio Azzurro, questo tipo di ambiente si anima con stimoli continui che coinvolgono attivamente la percezione.
Dietro Marco Valerio Amico, coautore e interprete con Rhuena Bacci, scorre un flusso video che segue i danzatori, congelando e riavvolgendo momenti in tempo reale o differito. Questa sovrapposizione rompe la narrazione tradizionale e invita a decidere dove posare lo sguardo.
La musica originale di Bruno Dorella è parte integrante del progetto, con melodie che si muovono tra centro e periferia, fondendo i tempi dei performer in un ritmo fluido e continuo. I danzatori Carolina Amoretti, Marina Bertoni, Andrea Dionisi, Agnese Gabrielli, Marco Maretti si inseriscono in una coreografia che si adatta al luogo e all’atmosfera, fluida e in divenire.
L’installazione, aperta dall’1 al 7 giugno e prevista anche a Roma e Pesaro, mira a trasformare non solo lo spazio ma anche il modo tradizionale di vivere il teatro, mettendo in discussione i confini tra pubblico e scena, narrazione e frammento.
La forza di “Goldroom” sta nel suo essere un frammento aperto, che rifiuta linearità e coerenza. La coreografia taglia e ricuce immagini e movimenti senza un filo narrativo preciso, dando vita a una stratificazione continua. Ogni gesto si apre a più significati, come un frattale che si espande all’infinito.
Il riferimento a Stanisław Ignacy Witkiewicz, detto Kantor, emerge nel modo in cui lo spazio scenico diventa una soglia tra vita e morte, tra dentro e fuori scena. Il Mercato Coperto si trasforma in un crogiolo dove improvvisazione e struttura convivono creando una tensione viva e instabile.
A sottolineare questo c’è anche il valore simbolico di elementi come i tappeti dorati, che non trasformano il gesto ma segnano il passaggio tra dimensione astratta e figurativa, tra corpo e spazio, tra ritmo e movimento ripetuto.
“Goldroom” si muove così sul confine sottile tra realtà e astrazione, lasciando che tutto accada “prima che diventi narrazione”, in un luogo sospeso tra fragilità e presenza, offrendo un’esperienza multisensoriale che sfida le forme classiche del teatro.
Dopo il debutto a Ravenna nel giugno 2024, “Goldroom” si prepara a viaggiare. Il 7 e 8 luglio sarà al Teatro India di Roma, all’interno della rassegna Fuori Programma. Qui la performance si adatterà al contesto urbano, confermando l’intenzione degli autori di declinare il progetto in ambienti diversi, senza perdere il suo nucleo sensoriale.
A settembre, l’installazione sarà all’Hangartfest di Villa Imperiale a Pesaro, rassegna dedicata alle arti performative sperimentali. Anche qui “Goldroom” offrirà un’esperienza che mescola quotidiano e surrealismo, danza e spazio.
Il progetto Overlook Hotel, di cui “Goldroom” è il secondo capitolo, continua così il suo percorso di contaminazione, facendo di ogni tappa un momento di confronto con pubblici e contesti diversi. Il lavoro di Marco Valerio Amico e Rhuena Bacci si conferma tra le proposte più interessanti e stimolanti del panorama performativo italiano del 2024.
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