L’estate del 2026 promette di essere un vero e proprio viaggio nell’arte italiana. Dai grandi musei delle città più famose fino ai piccoli centri, nascosti ma ricchi di tesori, le mostre si moltiplicano. Capolavori che raccontano secoli di storia si affiancano a proposte contemporanee, sperimentazioni che sfidano le convenzioni. Fotografia, pittura, scultura, arti visive: ogni forma espressiva trova spazio in questa stagione vibrante. I luoghi, pubblici e privati, si preparano ad accogliere visitatori pronti a lasciarsi sorprendere e a scoprire storie profonde, legate a identità culturali uniche.
A Torino, il Centro Italiano per la Fotografia inaugura la stagione con una doppia mostra che segna l’arrivo del nuovo direttore artistico François Hébel. Da un lato, una grande retrospettiva su Harry Gruyaert, fotografo belga noto per la sua abilità nel raccontare la luce attraverso il colore, con scatti che catturano atmosfere uniche, tra realtà quotidiana e suggestioni evocative. Dall’altro, nella Project Room, Werner Jeker presenta lavori originali che uniscono fotografia e tipografia, dando vita a opere sperimentali e fuori dagli schemi. Le due esposizioni, aperte dal 18 giugno al 4 ottobre, offrono un confronto intenso tra tradizione e innovazione nella fotografia contemporanea.
Fino al 27 settembre, Como ospita una mostra dedicata a William Turner, tra i più grandi pittori romantici inglesi, maestro nel rappresentare paesaggi luminosi e vibranti. L’esposizione, frutto della collaborazione tra il Comune di Como e la Tate Gallery di Londra, raccoglie acquerelli e dipinti che raccontano vedute italiane, con particolare attenzione al territorio lariano. Le opere, provenienti dalla prestigiosa collezione Tate, permettono di ammirare come Turner abbia interpretato il paesaggio italiano, in un dialogo diretto con le atmosfere naturali dei luoghi ritratti. Il percorso si snoda tra il Palazzo del Broletto, la Pinacoteca civica e San Pietro in Atrio, regalando un’immersione culturale nel cuore della città.
Il MART di Rovereto dedica la più grande retrospettiva mai realizzata a Anselmo Bucci, artista poliedrico del primo Novecento italiano, attivo come pittore, incisore, disegnatore e scrittore. Oltre 150 opere raccontano la sua storia artistica, segnata da un’intensa autonomia intellettuale e da un rapporto complesso con il Gruppo del Novecento Italiano, di cui fu uno dei fondatori. La mostra mette in evidenza la sua capacità di restare indipendente pur influenzando e lasciandosi influenzare dalle correnti culturali tra Milano e Parigi. Aperta fino al 27 settembre, l’esposizione invita a riflettere sul ruolo dell’artista come voce creativa nel panorama europeo del XX secolo.
Il MAEC di Cortona celebra Gino Severini con una mostra internazionale in occasione del sessantesimo anniversario dalla sua scomparsa. Nato a Cortona nel 1883, Severini ha rappresentato un ponte tra tradizione e avanguardia, spostandosi tra Italia e Francia fino al 1966. La rassegna mette in luce il suo contributo al movimento futurista e la sua capacità di dialogare con la classicità e la spiritualità attraverso l’arte. Aperta dal 5 luglio al 1° novembre, la mostra offre un ritratto a tutto tondo della sua visione della modernità artistica nel Novecento.
Palazzo Lanfranchi a Matera ospita Mimmo Jodice. Mediterraneo, una mostra ideata da Carlo Sala che racconta il Mediterraneo attraverso uno sguardo fotografico intenso e raffinato. Jodice ripercorre l’eredità antica di questa regione con immagini capaci di restituire un’aura viva alle opere iniziali, trasferendo al presente la forza evocativa di monumenti e paesaggi storici. Il percorso, pensato come un viaggio tra passato e contemporaneità, rimane a Matera fino all’8 novembre per poi spostarsi al Centre d’Art Moderne di Tétouan in Marocco a dicembre 2026.
Il Museo d’Arte Orientale di Torino presenta la celebre serie Le 53 stazioni della Tōkaidō di Utagawa Hiroshige, capolavori della stampa giapponese del XIX secolo. Le opere, esposte dal 24 luglio al 29 novembre, mostrano uno stile quasi “cinematografico” che immerge il visitatore in un mondo in movimento. Accanto alle stampe, sono in mostra anche oggetti della cultura materiale giapponese, ampliando l’esperienza oltre la semplice visione artistica. L’evento rafforza il legame di Torino con l’arte orientale, offrendo un’occasione unica per scoprire un caposaldo dell’Ukiyo-e.
La Tenuta dello Scompiglio, a Vorno , ospita fino al 25 ottobre una mostra personale di Hans Op de Beeck, artista belga noto per la sua versatilità. Danse Macabre raccoglie sculture, video, installazioni, disegni e acquerelli, dimostrando la sua capacità di muoversi con disinvoltura tra linguaggi diversi. Op de Beeck ha lavorato anche nel teatro contemporaneo come regista e scenografo, ampliando così il suo campo d’azione. Questa rassegna completa conferma la sua posizione di rilievo nel panorama internazionale, proponendo un’esperienza visiva e concettuale che affronta temi universali con un linguaggio moderno.
Alla Reggia di Venaria, una mostra ripercorre l’evoluzione della fotografia attraverso tre generazioni della famiglia Robino. Da Stefano, fotografo degli anni ’50, fino ai suoi discendenti che lavorano con tecnologie digitali e intelligenza artificiale, la rassegna documenta quasi ottant’anni di cambiamenti tecnici e visivi. Le immagini esposte mostrano come la fotografia si sia rinnovata senza mai perdere il legame con la tradizione. Aperta fino al 30 agosto, la mostra è un vero e proprio viaggio nel tempo e nei diversi modi di interpretare la realtà attraverso l’obiettivo.
La Fondazione Accorsi-Ometto di Torino presenta una grande retrospettiva su Giovanni Antonio Bazzi, detto il Sodoma, a quasi ottant’anni dall’ultima mostra importante dedicata a lui. L’attenzione è rivolta soprattutto agli esordi, caratterizzati da un linguaggio personale e originale, frutto di un’intensa sperimentazione e di un mix di influenze diverse. Sodoma ha portato avanti una pittura rinascimentale ricca di innovazioni. La mostra, aperta fino al 6 settembre, permette di scoprire aspetti meno noti di uno dei protagonisti del Rinascimento italiano, evidenziandone la capacità di adattarsi e innovare in un’epoca in fermento.
Il Cadore si prepara a celebrare Tiziano con una serie di eventi, incontri e una mostra inaugurale al Palazzo della Magnifica Comunità, dal 19 giugno al 26 settembre. L’iniziativa, promossa dalla Fondazione Centro Studi Tiziano e Cadore, mette in dialogo linguaggi artistici diversi per mantenere viva la memoria del grande pittore veneziano e il suo legame profondo con la terra natale. Il progetto coinvolge studiosi, comunità locali e luoghi simbolo, valorizzando così il patrimonio culturale attraverso un confronto tra passato e presente.
La Fondazione MAST di Bologna ospita fino al 27 settembre una grande retrospettiva dedicata a Bernd e Hilla Becher, pionieri tedeschi della fotografia industriale e architettonica nel Novecento. In mostra oltre 350 fotografie in bianco e nero e materiali originali che raccontano il loro metodo di lavoro, basato sull’analisi sistematica dei paesaggi industriali. Le immagini trasformano fabbriche e impianti in soggetti di grande valore estetico e documentario. Un’occasione imperdibile per conoscere uno dei contributi più influenti nella storia della fotografia contemporanea.
Al Fellini Museum di Rimini, nel Palazzo del Fulgor, una mostra celebra Carlo Zauli, uno dei più grandi interpreti della ceramica e della scultura della seconda metà del Novecento. Sono esposte sculture, litografie e acqueforti provenienti dal Museo Carlo Zauli di Faenza, che mostrano come l’artista abbia saputo trasformare un materiale tradizionale in un linguaggio moderno, dialogando con architettura e scultura. Zauli restituisce alla ceramica un dinamismo e una sensualità inaspettati. La mostra resta aperta fino al 23 agosto.
Palazzo Firenze a Roma ospita una mostra dedicata a Umberto Eco per il decimo anniversario della sua morte. Il progetto parte con un convegno inaugurale e prosegue con l’esposizione Umberto Eco e il nome delle cose, che presenta tavole originali disegnate da Milo Manara e la scenografia di Dante Ferretti per il film Il nome della rosa. Sono esposti anche documenti e testimonianze legati al Gruppo 63 e alle collaborazioni di Eco con artisti come Carmi, Baj e Pericoli. La mostra, aperta dal 24 giugno al 26 luglio, ricostruisce il percorso intellettuale e artistico di uno dei più importanti pensatori italiani contemporanei.
Il MAXXI di Roma celebra Andrea Pazienza con la mostra Andrea Pazienza – Non sempre si muore, aperta fino al 27 settembre per il settantesimo anniversario della nascita dell’artista. Il titolo riprende una frase da una rara intervista del 1988, a sottolineare come il suo lascito continui a vivere attraverso opere anche inedite. Il percorso ripercorre la carriera di uno dei maggiori autori italiani di fumetto contemporaneo, capace di raccontare con ironia e lucidità le tensioni culturali e sociali del suo tempo. La mostra offre uno sguardo aggiornato sul suo contributo artistico e culturale.
Alla Fondazione Pino Pascali di Polignano a Mare, fino al 27 settembre, una mostra ricorda Vincenzo Agnetti nel centenario della sua nascita. L’esposizione ripercorre la vittoria di Agnetti al III Premio Nazionale Pino Pascali nel 1972 e la personale alla Pinacoteca Provinciale di Bari nel 1973. Curata da Gaspare Luigi Marcone, la rassegna unisce una ricostruzione filologica delle opere a un’ambientazione che restituisce il contesto storico e culturale in cui Agnetti ha lavorato. Un omaggio a uno degli artisti più originali dell’arte concettuale italiana del secondo Novecento.
La Fondazione Biscozzi-Rimbaud di Lecce propone fino al 13 settembre Gianni Bertini. Storia di un uomo senza storia, una mostra dedicata a uno degli artisti più innovativi tra Italia e Francia nel dopoguerra. Con più di 40 opere e una selezione di libri d’artista, l’esposizione indaga soprattutto il periodo dal 1946 agli anni Settanta, quando Bertini ha dato vita alla Mec-Art, movimento che rielabora in modo originale l’arte meccanica e il linguaggio moderno. Un evento che mette in luce il suo ruolo di precursore e interprete di cambiamenti culturali e stilistici nella scena europea.
Al MAC di Gibellina va in scena Domestic Displacement, collettiva curata da Giulia Ingarao e Antonio Leone. Visitabile dal 26 giugno al 27 settembre, la mostra riunisce quindici artisti internazionali impegnati a esplorare il trauma dello sradicamento, la precarietà della memoria e le poetiche dello straniamento. Attraverso installazioni, fotografie e video, tracciano mappe sensibili dell’abitare oggi, intrecciando esperienze personali e tensioni storiche globali. L’iniziativa fa parte del programma di Gibellina Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026 e propone riflessioni profonde sull’identità e la dislocazione.
Il Museo Riso di Palermo ospita fino a fine anno La forma consumata. Arman, Rotella, Warhol, mostra che mette a confronto tre protagonisti del secondo Novecento. Il percorso riflette sul destino dell’oggetto e dell’icona nella cultura contemporanea, dialogando tra Pop Art americana e Nouveau Réalisme francese. Le opere, esposte nel complesso monumentale del Real Albergo dei Poveri, indagano il rapporto tra consumo delle immagini, riproducibilità tecnica e comunicazione di massa, offrendo chiavi nuove per capire la modernità attraverso la critica e la reinvenzione dell’oggetto culturale.
Alla Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro, Venezia, ospita fino al 22 novembre la prima grande mostra veneziana dedicata a Jenny Saville, una delle pittrici più influenti del nostro tempo. L’esposizione ripercorre la sua carriera dagli anni Novanta a oggi, mettendo in luce la continua sperimentazione sul corpo e sulla figura umana. L’evento si inserisce nel contesto della Biennale Arte 2026, alimentando il dibattito internazionale sulle tecniche pittoriche e le tematiche contemporanee.
La Fondazione Prada di Venezia presenta Helter Skelter, mostra che mette in dialogo le opere di Arthur Jafa e Richard Prince, due tra i più importanti artisti americani contemporanei. Jafa riflette sull’identità afroamericana e sulle potenzialità del cinema e dell’arte Black, mentre Prince analizza con ironia la mascolinità bianca e le contraddizioni della psiche americana. Aperta fino al 23 novembre a Ca’ Corner Della Regina, la rassegna esplora miti, perversioni e contraddizioni della cultura pop statunitense, costruendo un confronto originale che illumina il panorama artistico globale.
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