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Civitacampomarano, il paese molisano rigenerato dalla street art con una nuova galleria d’arte permanente

Dieci anni fa, Civitacampomarano era un piccolo borgo come tanti, quasi nascosto tra le colline molisane. Oggi, è una galleria a cielo aperto, un luogo dove la street art ha cambiato non solo i muri, ma il destino stesso del paese. Non è stata una trasformazione improvvisa né imposta dall’alto: è cresciuta lentamente, pagina dopo pagina, grazie a artisti che hanno messo radici insieme alla comunità. Dal 2016, quei murales raccontano storie vere, fatte di fatica, resistenza e passione. E ora, nel 2026, arriva qualcosa di nuovo: uno spazio permanente che promette di custodire e far vivere questa esperienza tutto l’anno, portando il borgo verso un futuro costruito sull’arte e sull’identità.

Cvtà Street Fest: da festa di paese a punto di riferimento internazionale

Tutto nasce da un’intuizione di Alice Pasquini, artista romana che ha voluto portare la street art in un contesto tradizionale e marginale come quello di Civitacampomarano. La forza del festival è stata mantenere intatta l’identità del paese, inserendo i nuovi interventi nella vita quotidiana e nel tessuto sociale. Edizione dopo edizione, il festival ha coinvolto artisti italiani e stranieri di primo piano, diventando un appuntamento imperdibile per appassionati e turismo culturale. Chi arriva qui non si limita a una sola giornata: torna spesso durante l’anno per ammirare le opere già realizzate e respirare un’atmosfera diventata un museo a cielo aperto.

Il modello di sviluppo promosso da Cvtà ha dimostrato come l’arte possa essere uno strumento concreto per rigenerare il territorio, contrastando l’emigrazione e lo spopolamento. A seguito di ciò, molti investitori, soprattutto stranieri, hanno scelto di acquistare e rimettere a nuovo case storiche, trasformandole in residenze permanenti o stagionali. La qualità della vita è migliorata anche grazie all’apertura di ristoranti, bed & breakfast e alla riapertura del Castello Angioino, che ha dato lavoro a diversi abitanti.

Alice Pasquini ha più volte sottolineato che questa rinascita non ha stravolto il borgo, ma ha favorito una crescita armoniosa e partecipata. Oggi Civitacampomarano è un esempio di come intervenire con delicatezza, evitando i rischi di progetti imposti dall’alto che spesso snaturano l’anima dei piccoli centri.

Galleria No Panic: un presidio culturale che resta tutto l’anno

A giugno 2026 Civitacampomarano fa un ulteriore salto con l’apertura della Galleria No Panic, uno spazio che diventerà un punto di riferimento culturale attivo durante tutto l’anno. La galleria, in via Discesa degli Orti 25a, nasce grazie ai fondi del progetto NextGenerationEU – PNRR, nell’ambito del bando Imprese Borghi. Qui si terranno residenze d’artista, percorsi educativi e collaborazioni tra professionisti, rafforzando la vocazione del paese come laboratorio permanente di ricerca contemporanea.

Aprire una sede fissa significa mantenere viva la spinta del festival oltre le giornate ufficiali, creando un luogo dove artisti e visitatori possano incontrarsi tutto l’anno. Durante il weekend inaugurale, il 27 e 28 giugno 2026, torneranno molti protagonisti storici della manifestazione. Nomi come Elfo, Lucy McLauchlan, Victor Garcia Repo, Alex Senna, Dan Witz e altri esporranno dipinti, installazioni e lavori su carta, molti realizzati sui materiali e sulle superfici tipiche del borgo.

La mostra collettiva vuole rendere omaggio alla storia di Cvtà, raccontando l’evoluzione artistica e sociale attraverso frammenti, oggetti di recupero e elementi che richiamano l’architettura di Civitacampomarano. Un percorso che intreccia arte, territorio e memoria in modo stabile e coinvolgente.

Dieci anni in un libro: il racconto di Alice Pasquini

In occasione dell’apertura della Galleria No Panic viene presentato anche il volume “CVTÀ STREET FEST – Dieci anni di muri, storie e comunità a Civitacampomarano 2016-2025”, pubblicato da Drago Publisher. Il libro raccoglie 144 pagine con più di 200 fotografie e testimonianze che ripercorrono la crescita del festival e il suo impatto sul borgo.

Tra i contributi ci sono scritti di curatori, ricercatori e giornalisti, insieme alle riflessioni degli artisti che hanno partecipato negli anni. Il materiale documenta non solo gli interventi visivi, ma anche la costruzione di un modello culturale capace di valorizzare la vita di un piccolo centro attraverso la creatività e la partecipazione collettiva.

Questo volume è un archivio prezioso per chi vuole capire come un progetto artistico possa intercettare la realtà di un territorio, creando relazioni e nuove opportunità.

Festival 2026: nuovi murales, musica dal vivo e incontri

Il Cvtà Street Fest torna il 27 e 28 giugno, confermando lo spirito di collaborazione che da sempre lo contraddistingue. Gli artisti saranno impegnati con installazioni site-specific all’aperto, realizzando nuovi interventi che dialogheranno con il contesto urbano. L’arte urbana resta il linguaggio contemporaneo che attraversa la storia del borgo.

La parte musicale arricchirà l’evento con performance di rilievo: sul palco saliranno Grantley Marshall, meglio noto come Daddy G dei Massive Attack, e KEEDOMAN, figura di spicco della Black Music. Le loro esibizioni completeranno l’offerta culturale, regalando un’esperienza coinvolgente a residenti e visitatori.

Domenica 28 giugno sarà dedicata a momenti di approfondimento con talk e visite guidate, sia in galleria sia per le vie del paese. Un’occasione per conoscere meglio il lavoro degli artisti, le idee dietro le opere e le dinamiche che hanno portato alla trasformazione di Civitacampomarano.

Il festival conferma così un modello unico, capace di fondere arte contemporanea, rigenerazione urbana e partecipazione sociale, consolidando la vocazione del borgo molisano come meta d’elezione per gli appassionati di street art e cultura.

Redazione

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