Il 24 giugno 2026, BolognaFiere si trasformerà in un alveare di idee e scoperte. Torna il WMF – We Make Future, ma questa volta più grande, più internazionale, con oltre mille relatori e centinaia di aziende e startup provenienti da più di 90 paesi. Per tre giorni, la città diventerà il cuore pulsante dell’innovazione, un crocevia dove tecnologia, arte e cultura si fondono in un laboratorio globale. Tra incontri serrati e mostre coinvolgenti, l’atmosfera sarà così vibrante da catturare anche chi si trova lì per caso.
Il WMF conferma il suo ruolo di piattaforma globale dove non si incontrano solo business e tecnologia, ma anche la cultura contemporanea più vivace. Quest’anno l’evento va oltre la semplice vetrina tecnologica: BolognaFiere diventa una fucina dove si esplorano scenari futuri, guardando alle nuove tecnologie applicate a arte e comunicazione. Non è un evento riservato ai soli esperti, ma a chiunque voglia capire come il presente stia cambiando il modo di creare e raccontare.
Al centro del dibattito c’è l’intelligenza artificiale, ormai non più solo un tema tecnico ma un vero motore di trasformazioni culturali profonde. Si parla di nuove forme d’arte generate da algoritmi, di come il design, la musica e la narrazione visiva stiano cambiando. Tra speaker internazionali, artisti e innovatori da tutto il mondo, i workshop e i panel mettono in discussione l’idea tradizionale di opera d’arte e il ruolo del suo autore.
Tra le novità più discusse c’è proprio l’arte prodotta dall’intelligenza artificiale. Critici, storici e creativi si interrogano su come cambia il processo creativo, dove l’opera assume un valore più intellettuale e concettuale rispetto alla semplice esecuzione tecnica. L’attenzione si sposta dall’autore che “manipola” la materia alla mente che genera l’idea: chi immagina diventa il vero creatore, mentre le macchine sono co-autrici o strumenti avanzati.
Al WMF si vedono esempi concreti di software generativi che sperimentano nelle arti visive e performative. Si mettono a confronto approcci tradizionali e digitali, mostrando come la collaborazione tra uomo e macchina possa aprire nuovi orizzonti alla creatività. L’evento diventa così un laboratorio per riflettere su domande cruciali: quanto conta la tecnica nel valore estetico? E soprattutto, come cambia la definizione stessa di “opera” nell’era digitale?
Il WMF 2026 non si ferma alle arti visive. Il suo Music & Art Program mostra come la tecnologia stia cambiando anche la musica e il design. Musicisti, sound designer e visual artist dialogano con programmatori e imprenditori per presentare progetti innovativi, spesso basati su strumenti digitali e realtà immersiva. Un mondo creativo dove i confini tra discipline si assottigliano e le contaminazioni si moltiplicano.
Gli incontri interdisciplinari sono momenti chiave per scoprire un futuro in cui il pubblico non è più spettatore passivo, ma parte attiva grazie a interfacce interattive e ambienti virtuali. Il WMF mette in luce il potenziale rivoluzionario delle nuove tecnologie nell’estetica e nel modo di vivere la cultura. E apre la riflessione su una domanda: quale sarà il ruolo dell’artista in questo nuovo scenario? Che rapporto potrà instaurare con gli strumenti digitali? Quali nuove storie potrà raccontare?
Seguire il WMF significa entrare in un crocevia di innovazioni che non riguardano solo l’arte, ma la società tutta. Qui il legame tra tecnologia avanzata e cambiamenti sociali si fa chiaro, mostrando come l’arte possa essere motore e specchio dei tempi che cambiano. Tra dialoghi interdisciplinari e dibattiti su creatività e autorialità, il festival conferma Bologna come culla di un fermento culturale aperto e dinamico.
L’edizione 2026 mette sotto i riflettori l’importanza di osservare da vicino questi mutamenti: le sfide dell’intelligenza artificiale, il networking globale e l’evoluzione dei media stanno ridefinendo il modo di esprimersi e comunicare. Il WMF offre così un’occasione concreta per guardare al futuro, respirando un’atmosfera che in pochi giorni unisce esperti e pubblico in un grande scambio di idee e visioni.
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