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Tokyo Jazz Club: il nuovo progetto dei fondatori di Basel Social Club unisce arte, musica e gastronomia all’Art Week Tokyo 2026

Tokyo si prepara a vivere un novembre speciale. Nel cuore della sua Art Week, nasce un luogo capace di mescolare jazz, arte e cucina in un’unica esperienza. Si chiama Tokyo Jazz Club, e dietro a questo progetto c’è la stessa squadra che ha rivoluzionato Basel con il suo Social Club, noto per mescolare generi e pubblico senza paura. Non è solo un concerto, né solo una mostra o una festa: è qualcosa che abbraccia tutto questo insieme, rompendo gli schemi tradizionali della città.

Nel cuore di Jimbocho un ex capsule hotel si trasforma

Il Tokyo Jazz Club troverà casa in un edificio di otto piani nel quartiere di Jimbocho, famoso per le sue oltre 160 librerie, antiquari e mercati specializzati. Un luogo che è già un punto di riferimento culturale e letterario, perfetto per ospitare un progetto che vuole rompere con le formule tradizionali dell’arte. L’edificio, una vecchia struttura che un tempo era un capsule hotel, sarà trasformato in un polo dove artisti, gallerie, musicisti e performer potranno incontrarsi e lavorare fianco a fianco.

Non mancherà la parte dedicata al cibo e ai drink, pensati per rendere l’esperienza ancora più ricca e sociale. L’idea di recuperare uno spazio così particolare come un capsule hotel riflette il desiderio di mescolare e reinventare, dando nuova vita a un luogo con una forte identità. Al suo interno, si alterneranno concerti dal vivo, installazioni artistiche e momenti di relax, offrendo un ambiente versatile che rispecchia lo spirito della Art Week.

Una miscela tra mostra, mercato e musica dal vivo

L’evento di apertura, dall’1 all’8 novembre 2026, è supportato dall’Arts Council di Tokyo, che ha riconosciuto l’importanza di un format capace di unire diversi linguaggi artistici. I promotori Robbie Fitzpatrick e Yael Salomonowitz, già dietro Basel Social Club insieme all’artista Hannah Weinberger, puntano a creare nuovi spazi di incontro per la cultura contemporanea. Tokyo Jazz Club sarà un mix unico di mostra, mercato, performance e soprattutto jazz.

La scelta del jazz non è casuale. Tokyo ha una tradizione musicale tra le più ricche al mondo, con locali storici come Blue Note a Minato e Pit Inn a Shinjuku che hanno segnato la storia del genere in Giappone. Il club vuole ripartire da questa eredità, offrendo un modo diverso di vivere l’arte, basato sull’improvvisazione e sulla condivisione, con un’attenzione particolare al rapporto diretto tra artisti e pubblico.

Un nuovo modello per la scena artistica di Tokyo

Secondo Robbie Fitzpatrick, Tokyo è il posto giusto per far evolvere le idee nate con Basel Social Club. La città fonde tradizione e innovazione, con un panorama culturale che spazia dai riti antichi all’artigianato fino alle forme più sperimentali. In questo scenario, Tokyo Jazz Club vuole costruire un vero e proprio ecosistema culturale, dove ogni performance, installazione o concerto diventa un’esperienza immersiva.

Yael Salomonowitz spiega che l’obiettivo è “esplorare lo spazio tra performance e spettatore”, proponendo una programmazione fitta di eventi che combinano suono, movimento e ritualità. Il club evita la netta separazione tra mostra e spettacolo, fondendo tutto in un’unica esperienza che richiama lo spirito del jazz, fatto di improvvisazione collettiva e ascolto attento. Un modo nuovo di pensare gli eventi artistici, soprattutto in un momento in cui il sistema dell’arte è chiamato a diventare più inclusivo e aperto.

Il legame con il jazz si traduce in un progetto che vuole abbattere le barriere tra artista e pubblico, rompendo l’isolamento delle istituzioni tradizionali. Tokyo Jazz Club, con la sua natura composita e il richiamo all’improvvisazione, si propone come un modello per un futuro in cui cultura e socialità si intrecciano in modo autentico e vivo.

Redazione

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