Sabato 17 ottobre 2023, il Municipio di Limoges è andato a fuoco. La torre dell’orologio, simbolo della città, è crollata tra fiamme e fumo denso, lasciando tutti senza fiato. Quelle immagini hanno fatto il giro dei social, catturando l’attenzione di un Paese già scosso da settimane di proteste. Quel giorno, studenti e gilet gialli avevano deciso di marciare insieme contro il caro vita e l’aumento del prezzo dei carburanti. Ma la manifestazione, partita pacifica, è presto degenerata in scontri e violenze. Limoges, di solito tranquilla, si è trasformata in un campo di battaglia con feriti, vandalismi e decine di arresti. Una pagina amara che si inserisce in un clima di tensione crescente, ormai da tempo presente in tutta la Francia.
Limoges, capoluogo dell’Alta Vienne in Nuova Aquitania, ha pagato un prezzo alto nelle ore successive alla protesta. Il Municipio, nel cuore della città, in Place Jacques Chirac, è stato distrutto da un incendio doloso scoppiato alla fine delle manifestazioni. Il prefetto ha confermato che il palazzo è “in gran parte distrutto”. Il fuoco ha fatto crollare il tetto e la torre dell’orologio, rendendo inutilizzabili gli uffici comunali. Alcune persone erano dentro al momento dell’incendio, ma sono riuscite a mettersi in salvo senza ferite. Un bilancio grave, ma fortunatamente senza vittime.
Il sindaco Guillaume Guérin ha espresso tutto il suo sgomento per i danni, parlando di “una vera catastrofe per il patrimonio della città”. Ha voluto distinguere chiaramente tra il diritto a protestare e i “deliberati atti di vandalismo” che hanno portato alla distruzione di un bene pubblico. Guérin ha anche denunciato le minacce ai dipendenti comunali e ha sottolineato quanto sia difficile accettare questo livello di violenza in una protesta sociale. Nonostante tutto, ha promesso di ricostruire e di lavorare per mantenere unita la comunità.
L’Hôtel de ville di Limoges non era solo un edificio, ma un simbolo della storia e dell’arte cittadina. Costruito tra il 1879 e il 1883 su progetto dell’architetto Charles-Alfred Leclerc, spiccava per il suo stile neorinascimentale, ispirato al Municipio di Parigi. Situato in Place Jacques Chirac , dal 1975 è riconosciuto come Monumento storico francese per il suo valore culturale e architettonico.
La facciata monumentale si sviluppava su undici campate, con un grande ingresso ad arco e una torre dell’orologio alta 43 metri al centro. La struttura, costruita in granito e calcare, trasmetteva solidità e imponenza. Il Municipio aveva preso il posto della vecchia sede ottocentesca grazie a un lascito del mecenate Alfred Fournier, che permise di finanziare il progetto vincitore di un concorso pubblico del 1877.
L’interno era decorato con cura: medaglioni in mosaico veneziano firmati da Giandomenico Facchina ornavano il parapetto, mentre statue di Tony Noël rappresentavano le arti dell’oreficeria e della smaltatura, mestieri storici della città. La torre dell’orologio, rivestita in zinco e coperta di ardesia, è stata completamente distrutta. Davanti al Municipio si trovava anche la fontana monumentale di Charles Genuys, inaugurata nel 1893.
L’incendio ha danneggiato non solo la struttura ma anche il patrimonio artistico custodito all’interno. Tra le opere più preziose, ci sono i dipinti di Henri-Paul Motte lungo lo scalone d’onore e i soffitti riccamente decorati dei saloni di rappresentanza. Nei prossimi giorni si procederà con le valutazioni per capire l’entità dei danni.
Negli ultimi dieci anni l’edificio era stato oggetto di vari restauri: manutenzione delle facciate, sistemazione delle aperture e pulizia delle sculture. Era stato anche installato un nuovo sistema di illuminazione per valorizzare l’architettura. Tutto questo lavoro rischia ora di andare perso, un duro colpo per la conservazione di uno dei tesori della città.
Il Municipio di Limoges non è solo un simbolo architettonico, ma anche un testimone di momenti storici importanti. Nel 1940, dopo la resa del re belga Leopoldo III, il palazzo ospitò il governo belga in esilio. I parlamentari fuggiti in Francia tennero lì una seduta straordinaria per condannare la capitolazione del sovrano. L’allora sindaco Léon Betoulle diede loro ospitalità, esponendo le bandiere belghe accanto a quelle francesi.
Durante l’occupazione tedesca, il Municipio fu un punto di riferimento per la Resistenza locale, confermandosi centro di vita politica e sociale oltre che amministrativa. Perdere questo pezzo di storia rende ancora più pesante il bilancio dell’incendio di quest’anno.
Limoges ora si trova davanti a una sfida enorme, non solo materiale ma anche emotiva: ricostruire un frammento importante della propria identità culturale e storica in un momento di grande tensione sociale e politica.
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