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Elisa Montessori a Villa Torlonia: la mostra che celebra cinquant’anni di pittura segreta e vitale a Roma

# Elisa Montessori a Villa Torlonia: un viaggio tra arte e memoria

Varcare la soglia di Villa Torlonia significa immergersi nello sguardo unico di Elisa Montessori. Oltre cento opere, frutto di più di cinquant’anni di lavoro, raccontano una storia fatta di sperimentazione e radici profonde. Nata a Genova nel 1931, Montessori si è sempre distinta per la sua autonomia artistica. Non si è mai lasciata incasellare, reinventandosi continuamente senza mai perdere il filo della propria ricerca. Pittura, fotografia, disegno, libri d’artista: la sua arte sfugge alle mode, è una vera e propria resistenza creativa. Roma, città che ha scelto come casa, diventa così il palcoscenico perfetto per questa mostra che intreccia passato e presente, natura e cultura, memoria e trasformazione.

Elisa Montessori, tra radici europee e suggestioni orientali

Dietro all’arte di Elisa Montessori c’è una tensione continua tra l’Europa e l’Estremo Oriente, un mix che ha segnato il suo lavoro fin dagli inizi. Oggi presente anche al Museo Reina Sofía di Madrid, Montessori si muove con disinvoltura tra diversi linguaggi, ma è la pittura a restare per lei “totale” e “segreta”, un’intensità che, come lei stessa ha detto nel 2023, non morirà mai. Ogni tecnica diventa uno strumento per indagare biologia, storia e natura: le sue opere passano da immagini fotografiche a ready-made, fino ai libri d’artista, dove la cultura letteraria si intreccia al visivo. Montessori ha sempre evitato di farsi ingabbiare nelle mode femministe o nelle logiche di mercato, scegliendo invece una libertà artistica assoluta e un rinnovamento costante che attraversa il Novecento senza mai piegarsi.

Autoritratti e metamorfosi: il tempo che cambia a Villa Torlonia

Tra i pezzi forti in mostra c’è una nuova lettura dell’Autoritratto del 1977, presentato come un mosaico di trentasei fotografie che raccontano la trasformazione della ninfa di Ovidio. Disposte a quadrato, le immagini mostrano il corpo che cambia, una testimonianza intensa della seduzione della natura e del tempo, senza mai scivolare nella violenza mitologica. L’allestimento richiama la struttura geometrica originale, ma ritrae ora l’artista novantacinquenne, con la pelle segnata ma anche rinata. L’opera dialoga con la tradizione iconografica, a cominciare dall’Autoritratto conservato agli Uffizi, e testimonia un impegno costante in cui tempo e trasformazione sono al centro del suo lavoro. La fotografia si combina a tecniche miste, collage, disegni e materiali come la garza, creando una stratificazione che ridefinisce il concetto stesso di identità artistica.

Natura e poesia: l’Erbario e le altre raccolte

Nel percorso espositivo spicca un gruppo di ventiquattro lavori dell’Erbario, che raccontano quasi mezzo secolo di osservazione della natura, dal 1978 al 2026. Montessori si sofferma sulle tracce vegetali incontrate nei paesaggi romani e altrove: foglie, rami, fiori, steli e semi tornano con leggere variazioni nel tempo. Su carta da spolvero, strutture leggere e trasparenti restituiscono atmosfere sospese, quasi oniriche, tra riproduzione e astrazione. Questo equilibrio si ritrova anche in opere come Terra Masai e Ponte Rosso. Il mosaico fotografico e pittorico di Dafne si riflette nei Tropismi dello stesso anno, dove segni astratti si uniscono a garze e collage, confermando un approccio sperimentale lontano dall’accademia. Montessori esplora la natura con delicatezza e profondità, costruendo un dialogo tra osservazione e immaginazione.

Una carriera fuori dai riflettori e uno sguardo multidisciplinare

L’arte di Elisa Montessori si distingue per un approccio che scansa le logiche del mercato e le etichette. Il suo interesse per l’Oriente, nato molto prima del matrimonio con l’ingegnere Mario Tchou, scomparso prematuramente nel 1961, si traduce in sperimentazioni che evitano l’orientalismo superficiale. Entrata nel mondo dell’arte intorno ai quarant’anni, ha seguito un percorso personale, dove materiali semplici dialogano con la grande tradizione pittorica europea. Molte sue opere, conservate nelle sue collezioni private, nascono da una sintesi tra semplicità e complessità, esposte in spazi come il Macro di Roma. L’Autoritratto del 2003 e i Rotoli del 1999, con il loro respiro ampio e verticale, mostrano come Montessori sappia fondere segno e poesia visiva senza cadere in citazioni facili.

Villa Torlonia e il catalogo: un viaggio nella poetica di Montessori

Villa Torlonia ospita questa mostra che ripercorre cinquant’anni di un percorso ricco e raffinato, distribuito su due piani del Casino dei Principi. L’allestimento mette a confronto opere storiche e lavori recenti, mettendo in luce la coerenza e la forza creativa di Montessori. La rassegna è accompagnata da un catalogo pubblicato da Silvana Editoriale, con saggi di studiosi e curatori come Alessandra Mammì e Federica Pirani, e approfondimenti critici di Cecilia Canziani, Massimo Ferrario e altri esperti. Il volume è uno strumento prezioso per entrare nella poetica dell’artista e capire l’importanza dei suoi libri d’artista. La presentazione ufficiale, tenutasi a Roma il 22 ottobre 2026, ha visto la partecipazione di figure di rilievo come Costantino D’Orazio, direttore generale per la Creatività contemporanea del Mic, e la scrittrice Elisabetta Rasy, con dibattiti che hanno inserito l’opera di Montessori in un contesto culturale ampio e articolato.

La mostra di Elisa Montessori resterà aperta fino al 28 febbraio 2027, offrendo l’occasione di scoprire un’opera che resiste al tempo e al conformismo delle mode, mantenendo una freschezza e una forza espressiva rare nel panorama contemporaneo.

Redazione

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