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Addio a Gianandrea Barreca, architetto del Bosco Verticale e del nuovo Policlinico di Milano

Il 15 giugno 2024, Milano ha perso una voce unica: Gianandrea Barreca, architetto visionario e anima del Bosco Verticale, si è spento a 56 anni. Solo pochi mesi separavano quel giorno dal suo 57° compleanno, un traguardo che ora sembra lontano, quasi irraggiungibile. Chi lo conosceva racconta di un uomo diretto, capace di guardare oltre le forme, con una passione feroce per la città e il suo futuro. Già a settembre, Barreca aveva lanciato un monito chiaro: servono spazi pubblici più vivibili, non solo nelle periferie abbandonate, ma anche nel cuore pulsante delle metropoli. Ora, senza di lui, quella sfida sembra ancora più urgente — e più difficile da vincere.

Barreca & La Varra: un sodalizio che ha lasciato il segno

Il nome di Gianandrea Barreca è indissolubilmente legato allo studio Barreca & La Varra, aperto a Milano nel 2008 insieme al socio Giovanni La Varra. Le radici del loro lavoro affondano nell’esperienza maturata negli anni Novanta nello studio di Stefano Boeri, dove Barreca ha lavorato dal 1995 al 1999. Proprio lì ha preso forma il progetto del primo Bosco Verticale al mondo, inaugurato a Milano e diventato un simbolo internazionale di architettura sostenibile e integrazione tra natura e città. Un’opera che ha raccolto premi e riconoscimenti, restando un punto fermo nel dibattito sul futuro urbano.

Insieme a Boeri e La Varra, Barreca ha poi vinto il concorso per il Nuovo Policlinico di Milano, oggi ancora in costruzione. Un ospedale che si distingue per il suo giardino pensile terapeutico, esempio di un’architettura sanitaria all’avanguardia. L’idea di dedicargli uno spazio pubblico nasce proprio dalla sua profonda convinzione sull’importanza del valore collettivo e sociale dei luoghi, un filo conduttore che attraversa tutta la sua opera, sempre attenta a unire funzionalità e qualità ambientale.

Tra insegnamento e sperimentazione: il cammino di Barreca

Nato a Genova nel 1969, Gianandrea Barreca ha saputo coniugare la pratica progettuale con l’impegno accademico. Ha insegnato e svolto ricerca a Genova, Firenze e Milano, città dove ha guidato il Master in Urban Vision and Architectural Design alla Domus Academy dal 2006 al 2012, formando nuove leve con un approccio che univa teoria e pratica.

Fondamentale nel suo percorso è stato anche il lavoro nel collettivo A12, nato a Genova nel 1993. Con questo gruppo ha promosso seminari e progetti di ricerca, affiancando interventi urbani a mostre e installazioni culturali. Tra le collaborazioni più importanti spiccano la partecipazione alla 50ª Mostra Internazionale della Biennale di Arte di Venezia nel 2003 e progetti per musei e istituzioni culturali. La varietà delle attività di A12 rispecchia bene lo spirito eclettico di Barreca, sempre alla ricerca di nuove forme di dialogo tra spazio, arte e funzione.

Progetti che parlano: dalla casa sociale allo sport, passando per la Cina

Lo studio Barreca & La Varra ha realizzato una vasta gamma di progetti, dal sociale alla rigenerazione urbana, dagli spazi pubblici innovativi fino a interventi internazionali. Tra i lavori più recenti c’è il complesso residenziale 5SQUARE a Milano, completato tra il 2017 e il 2022, noto per soluzioni come le tende a farfalla che schermano le logge, migliorando il comfort degli abitanti.

A Tortona è in corso la Cittadella dello Sport, un intervento importante con edifici dalle facciate in Alucobond riflettente. Un progetto che dimostra la capacità dello studio di leggere il contesto urbano e rispondere con un linguaggio contemporaneo, sempre attento all’interazione con l’ambiente.

Nel 2024 è partito anche il Renovation Project 1078 + 1 Islands a Hangzhou, in Cina, un segno della dimensione internazionale dello studio e della sua attenzione alla rigenerazione urbana. Questa varietà di esperienze è raccontata anche nella monografia “Il superfluo e il necessario. Architetture di Barreca & La Varra“, che offre uno sguardo sui progetti realizzati ma anche su quelli rimasti inediti, i “progetti smarriti”, che svelano molto della filosofia del duo.

Spazio pubblico e sostenibilità: la cifra di Barreca

Per Barreca, la sostenibilità ambientale e la qualità dello spazio pubblico non erano solo parole d’ordine, ma pilastri fondamentali per pensare la città di oggi e domani. In un’intervista rilasciata pochi mesi prima della sua morte, sottolineava come i giovani architetti sentano forte la necessità di rivitalizzare le aree urbane, rendendole più vivibili.

La sua idea era chiara: città più umane, dove lo spazio pubblico non è un ritaglio residuale, ma un luogo di incontro e connessione tra persone e natura. Questa visione si riflette in ogni suo progetto, che punta a valorizzare il verde, l’accessibilità e l’innovazione. Dai piani per ospedali a quelli residenziali o urbani, Barreca cercava sempre un equilibrio tra natura e costruito, con una particolare attenzione alla rigenerazione dei quartieri e al ruolo sociale degli interventi.

Il percorso di Gianandrea Barreca lascia un segno profondo. Ora spetta a chi verrà dopo di lui portare avanti questa sfida, con la stessa passione e responsabilità.

Redazione

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