AEDICULA

 

​Personale di Chiara Bernardini, a cura di Rachele De Franco e Virginia Dal Magro
26 gennaio – 25 febbraio 2017; inaugurazione venerdì 26 gennaio alle ore 18.30
spazio SERRA – Stazione di Milano Lancetti

Foto

L’Aedes è la casa e assume la duplice declinazione in “tempio” e “sepolcro” in virtù della loro stessa funzione abitativa, delle divinità l’uno e dei morti l’altro. Aedicula è il diminutivo di aedes e indica, in questi ultimi due casi, la nicchia in cui è riposta l’effige della divinità, il cadavere o il vaso cinerario.
L’aedicula è il luogo di un’immagine, dunque, di un’immagine la cui funzione ultima è quella di essere osservata in muta ammirazione. Così il calco in gesso, dall’estetica classica, di un corpo umano sempre visto di spalle e sistemato al centro dello spazio, crea un’immagine che si impone ma che al contempo si nega allo sguardo dello spettatore, a cui non sarà permesso di entrare.Chiara Bernardini trasforma lo spazio SERRA in un’edicola votiva dedicata al passante ignoto, le vetrate ricoperte da pellicole colorate accentuano il senso di sacralità e creano un mausoleo dall’aria altera in netto contrasto con il contesto suburbano di Lancetti. Aedicula crea un momento di attesa, di contrizione. Bernardini delimita uno spazio sacro e impone uno sforzo fisico, richiede di fermarsi e tentare di trovare un volto a quella forma anonima che vuole essere contemplata ma si sottrae alla comprensione. La ricerca continua dell’immagine intera, l’impossibilità di raggiungere con il corpo l’oggetto anelato, la necessità di vagliare sempre diversi punti di vista: l’artista crea un momento di meditazione in un luogo privo di tempo.


Chiara Bernardini (Forlì, 1992) frequenta l’Accademia di Belle Arti di Brera. Nel 2013 espone nell’aula di Francesco Hayez presso l’Accademia di Belle Arti di Brera per la sua personale Informe. Nel 2016 ha partecipato alla residenza d’artista Golden Formula (Vigevano), alla collettiva Attraverso Brera presso il Museo della Permanente di Milano e a No Place 3 – 49° premio Suzzara. . Negli ultimi due anni ha partecipato alle mostre Fuori? (2016), L’impegno della leggerezza (2016) e Yobpfmh (2017) in occasione di Studi Festival (Milano).
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