Il bronzo di Gianfranco Meggiato prende vita in una cornice inedita: la boutique BVLGARI di via de’ Tornabuoni a Firenze. Dal 17 giugno al 4 luglio 2026, non si tratta di una mostra qualunque, ma di un incontro tra scultura e lusso che ribalta ogni aspettativa. Le opere non sono semplici oggetti da ammirare, ma protagoniste che trasformano lo spazio, dialogando con la storia e l’eleganza di uno dei nomi più celebri della gioielleria. Qui, l’arte contemporanea non è astratta o distante: si fa materia preziosa, intrecciandosi con la tradizione orafa in un abbraccio di raffinata maestria.
Nato a Venezia nel 1963, Gianfranco Meggiato ha costruito il suo linguaggio artistico attorno a quello che chiama “introscultura”. Un’idea che va oltre la semplice forma: le sue opere sono come chiavi che aprono spazi interiori, dimensioni invisibili dove la materia diventa veicolo di energia e memoria. Le sue sculture, spesso di grande impatto e pensate per gli spazi pubblici, mantengono sempre quel sottile equilibrio tra ciò che si vede e ciò che si percepisce al di là della superficie.
Nel 2017 Meggiato ha ricevuto il Premio ICOMOS-UNESCO, un riconoscimento importante che premia la capacità di coniugare un linguaggio contemporaneo con la memoria storica e culturale. Le sue installazioni diventano così simboli forti, ponti tra passato e presente, materia e spirito, visibilità e mistero.
Non è un caso che la mostra si tenga nella boutique BVLGARI di Firenze. In un luogo dove il lusso si esprime attraverso gioielli e orologi, le sculture di Meggiato diventano una presenza viva che mette in discussione il concetto stesso di preziosità. Non vogliono imporsi, ma avviare un confronto: le opere parlano con la storia della maison romana, fatta di artigianato d’eccellenza e ricerca estetica.
Il titolo stesso della mostra racconta molto. Evermore suggerisce qualcosa che dura nel tempo, che non si consuma con il passare degli anni. Aurum in Aere, invece, richiama la tradizione latina e invita a scoprire un “oro nell’aria”, un tesoro nascosto dentro il bronzo, un valore che non sta in superficie ma nella sostanza profonda.
Le opere esposte giocano su contrasti e riflessi, con superfici di bronzo lucidato arricchite da tocchi d’oro. I materiali catturano la luce e la restituiscono allo spettatore, in un continuo scambio visivo. Le forme si muovono in spirali e traiettorie che sembrano orbite, suggerendo un flusso ininterrotto, un continuo alternarsi di centro e periferia.
Al centro di tutto c’è la sfera, figura ricorrente nella poetica di Meggiato. Simbolo di perfezione ed equilibrio, per l’artista rappresenta l’essenza più autentica custodita in ciascuno di noi. Non è solo una forma geometrica, ma una metafora della bellezza interiore, il nucleo di esperienza e crescita personale. Le spirali che la avvolgono raccontano le sfide e le vicende della vita, che non pesano ma aiutano a diventare più consapevoli.
Meggiato stesso spiega che “quella sfera dorata è il vero tesoro che ognuno porta dentro, la vera ricchezza personale”, mentre le strutture attorno raccontano il percorso di difficoltà e crescita. In questo rapporto si concentra il senso profondo della mostra: la forza della preziosità che sta dentro, oltre l’apparenza.
Le opere di Meggiato non sono qui solo per abbellire la boutique BVLGARI, ma per trasformarla in un luogo di riflessione e incontro tra due mondi apparentemente lontani, ma in realtà molto vicini. Il dialogo tra scultura e gioielleria crea una tensione positiva, una finestra aperta su valori che affondano le radici nell’antichità ma parlano anche al presente.
La scelta di questo luogo, cuore pulsante del commercio e del lusso a Firenze, non è casuale. La boutique diventa una sorta di “camera di risonanza” dove la delicatezza dei materiali e la forza simbolica delle opere invitano chi passa a un’esperienza che va ben oltre la semplice mostra. Dal 17 giugno al 4 luglio 2026, Evermore | Aurum in Aere regala a Firenze un incontro raro con un’arte che parla di tempo, bellezza e memoria.
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